San Martino sul Fiora

San Martino domina un poggio isolato che sovrasta l'ampia valle del Fiora. Sulle vecchie carte della zona la frazione è indicata con il nome di San Martino al Poggio Pelato o San Martino di Monticchio, forse perchè nota soprattutto per giacimenti minerari esistenti in quella località. Sorse come villa (Fattoria) nel cinquecento, a seguito dei provvedimenti adottati da Siena nel tentativo di ripopolare la terra di Sovana. Il primitivo insediamento comprendeva la chiesa deidicata al vescovo di Tours, la casa del fattore, l'abitazione del vergaio, le casupole degli artigiani e braccianti addetti ai lavori di bonifica. Nello stesso periodo sorse anche il Convento degli Eremitani di Sant'Agostino i cui ruderi sono ancora visibile sulla strada di Poggio Monte. Nel 1651 il territorio fu eretto in Marchesato e concesso dal Granduca Ferdinando II dei Medici a Pier Ferdinando del Monte di Santa Maria. Con l'avvento dei Lorena i feudi granducali furono soppressi e San Martino tornò a far parte della comunità di Sovana. La riforma comunitaria del 1738 include l'antica città etrusca nel territorio di Sorano. San Martino fu aggregato al Comune di Manciano nel 1929 e assunse la denominazione di San Martino sul Fiora. Lo svuluppo assunto in questo dopoguerra ha cambiato il volto della frazione: l'opera più importante è costituita dalla nuova Chiesa dedicata a S.Martino vescovo.
Ai giorni d'oggi San Martino è un luogo di sicuro fascino, che merita una visita.