Via dei Forni Vecchi a Manciano
L'attuale via Aurelio Saffi (via dei forni Vecchi), con via Roma (Piazza o Piaggia del Comune) e via XX settembre (Borgolungo), costituiva una delle vie principali di Manciano antica, come dimostra anche un portale sormontato da uno stemma, indizio dell'esistenza di una dimora signorile della fine del '500.
Nel 1572 la comunità di Manciano possedeva due case all’interno delle quali erano quattro forni, che rendevano circa 20 scudi l’anno.
Nel 1675 i forni da due (forse con riferimento alle "due case" citate nel documento precedente) si sono ridotti a uno solo, essendo l’altro "rovinato e guasto affatto", ed ha proventi per 105 lire.
Nel 1761 l’unico forno rimasto è ancora in buono stato, ma si sottolinea la necessità di realizzarne un altro, pare infatti che il pane si cuocesse poco a causa delle numerose infornate che si era costretti a realizzare. La stessa situazione è descritta in un documento del 1766, dove si aggiunge che il forno ha un’unica bocca, e si sottolinea il disagio della popolazione "per non avere il pane cotto a dovere".
Nel "Campione Strade e Fabbriche della comunità di Manciano" del 1789, non risulta più presente alcun forno tra le proprietà pubbliche, ma è attestata per la prima volta la denominazione di "Strada detta dei Forni vecchi" per via Saffi, dove dunque è lecito presumere fossero collocati i forni della comunità citati nei documenti precedenti.
Nel 1825, secondo il Catasto Leopoldino, sono presenti quattro forni, fattore che lascia immaginare finalmente ne siano stati realizzati di nuovi, probabilmente non più di proprietà pubblica, sufficienti a soddisfare il fabbisogno del paese: uno all’estremità dell’attuale via Nicotera, un altro lungo via Carducci, il terzo all’inizio di via Ricasoli, e l’ultimo in un vicolo, oggi cieco, all’inizio di via Curtatone, nei pressi di Porta Fiorella.