Storia della Chiesa SS.Annunziata

Probabile cappella rurale di origine cinquecentesca, detta in passato anche Madonna dell’Incarcerata, è probabilmente da identificare con la chiesa di S. Maria citata nella visita Radi del 1572, una delle chiese cui la comunità fa un’offerta annuale per complessivi 8 scudi.

La "Cappella della Nunziata fuore della Terra" è ricordata poi nel 1615 dal visitatore Corbinelli, che racconta anche come dei santesi eletti dalla comunità avessero il compito di organizzarvi una "festa" annuale, le cui spese erano finanziate con una "cabella che si raccoglie da chi porta robbe di stati alieni per passare et andare fuore di stati". In precedenza a questo scopo veniva concesso anche un contributo dalla Comunità, che però al momento era stato sospeso e di cui si richiedeva la reintroduzione per "poter far dire la messa e fare gli offizi".

Gherardini nel 1676 ricorda come ad essa facciano capo due benefici: quello della Nunziata, patrocinato dalla comunità e quello della Madonna Incarcerata eretto da Lucia di Battista per testamento, rogatore il notaio Cosimo Battilori. Nel 1785 è visitata dal Vescovo della diocesi di Sovana, Francesco Pio Santi. Nel 1875, in occasione del restauro dell'edificio, viene posta sull'altare maggiore un'Annunciazione di Pietro Aldi che va a sostituire un affresco nella nicchia dell'abside con tema analogo, probabile lavoro di scuola senese del XVIII secolo. Nel 1910 risulta ospitare anche una tela con la Decollazione di Giovanni proveniente dalla cappella delle carceri.

A titolo di curiosità si può ricordare che legato ad una scala a pioli, addossata al muro di questa chiesa, fu fotografato il famoso brigante Luciano Fioravanti, luogotenente di Domenico Tiburzi, ucciso al podere del Lascone e sepolto nel Cimitero di Manciano, allora posto approssimativamente dove oggi sono gli edifici delle scuole.

La chiesetta è a navata unica, con piccola abside sul fondo, e fiancheggiata da un campanile. Il lato verso la strada presenta archi oggi murati, mentre nella muratura del lato opposto sono ben distinguibili almeno tre interventi costruttivi distinti, che insieme testimoniano vicende edilizie complesse oggi ricostruibili solo approssimativamente. L’edificio primitivo, che mostra una certa eleganza e accuratezza di realizzazione, nonostante le ridotte dimensioni, doveva essere completamente diverso da quello attuale e costituito da un ambiente aperto verso NW, affiancato da un portico. Solo successivamente gli archi sono stati murati e l’ingresso spostato sul lato SW, dove è attualmente.

 

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