Ospedale di Sant'Andrea
Gli spedali, detti anche ospizi, avevano la funzione di assicurare assistenza ai malati poveri ed alloggiare i pellegrini, in un periodo in cui, soprattutto nei piccoli centri, spesso mancava persino un luogo sicuro per accogliere i viaggiatori.
La presenza di uno "Spedale" a Manciano è già segnalata nella visita Radi del 1572, dove risulta possedere "una casa con tre palchi e tre fondi posta nel Castello, un granaio in detto Castello in Vallepiatta. Un pezzo di terra lavorata e sodiva di stara quattro o cinque posto in luogo detto Bastiano. E non ha altri beni, e questi li possiede Mattia Spedaliere eletto dalla comunità, con beneplacito, e possono detti beni fruttare ogni anno 8 o 10 scudi, quali ha detto Spedaliere per essere povero e non rende conto per essere poca somma... Il terreno è fruttifero, ma non lo si lavora perché non c’è chi lo voglia lavorare, e lo Spedaliere non ha il modo a lavorarlo, né si fa un altro Spedaliere perché non c’è chi volgia essere".
Nella visita Corbinelli del 1615, l’ospedale risulta per la prima volta affidato alla Compagnia di S. Andrea e "la comunità non se ne impiccia".
In quella Gherardini, del 1674, viene poi specificato che la Compagnia, "laicale con cappa amministrata da Fratelli che rendono conto fra loro", amministra le entrate dello Spedale di S. Andrea della Misericordia e pensa a tutte le spese necessarie per il suo mantenimento "in letti e funerali di quelli che vi muoiono". Eleggono inoltre uno spedaliere, scegliendolo tra i membri della compagnia, che cura la stanza destinata per i poveri.
Nel 1766 la Compagnia laicale sotto il titolo della Misericordia e S. Andrea esiste ancora, ma lo Spedale per gli infermi e pellegrini risulta soppresso ed "unito alla Casa delle Soppressioni". Può essere interessante notare, comunque, come nel 1772 tra le terre amministrate dalla stessa compagnia, sia presente ancora una "Terra detta di Bastiano", forse da identificarsi con quella "terra posta in luogo detto Bastiano" che costituiva l’unico fondo agricolo posseduto dall’ospedale ai tempi in cui era amministrato dalla comunità.
Nel 1926 viene inaugurato il nuovo ospedale Aldi Mai, con una donazione della omonima famiglia, e il comune demolisce lo stabile del vecchio ospizio, ridotto in precarie condizioni. Nel 1929 dona l’area dove sorgeva alla nuova Compagnia della Misericordia, affinché possa realizzarvi la propria sede, con l’obbligo di installarvi bagni pubblici da mettere a disposizione della popolazione.