Chiesa di Santa Lucia a Manciano
La chiesa sorgeva nella piazza principale del borgo ed era intitolata alla santa che, come risulta dagli statuti del 1522, con San Leonardo era considerata protettrice di Manciano. Negli stessi statuti era sancito che il vicario e il consiglio si impegnassero con un giuramento a mantenere la chiesa a spese della comunità e a scegliere ogni anno due "massari" che ne avessero cura.
Nella visita Radi del 1572, si rammenta solo come abbia circa 10 scudi di entrate l’anno. Nel 1676 l'economo nominato dal vescovo di Acquapendente, cui risulta essere stata affidata a causa delle scarse rendite, contesta alla comunità l'inadempienza dei suoi impegni nei confronti della cappella, fra cui l'obbligo della donazione di una libbra di cera nel giorno della festività di Santa Lucia.
E’ probabile quindi che già allora la chiesa fosse in stato di abbandono, condizione che deve aver portato progressivamente alla completa rovina dell'edificio che nel 1778 è definito "casula nigram". Nel 1785 è visitata dal vescovo di Pitigliano.
Abbattuta nell'immediato dopoguerra, al suo posto sorge oggi un edificio civile di proprietà municipale. E' possibile che provenga da questo edificio sacro il bassorilievo romanico murato al di sopra di una porta in Borgolungo, nei pressi della piazza.