Casa Nardelli a Manciano
L’edificio compare già come in costruzione nel Catasto Leopoldino (1824), ma, come dimostra la data incisa sull’architrave dell’ingresso, deve essere stato completato solo nel 1845. Ristrutturato molto di recente, con il ripristino dell’intonacatura che aveva ormai completamente perso da molto tempo, ospita oggi il Museo di Preistoria e Protostoria di Manciano.
L’edificio era di proprietà della famiglia Nardelli, una delle più antiche e importanti famiglie mancianesi, una delle pochissime, se non l’unica, che sia citata sia nei documenti medicei che in quelli lorenesi, riuscendo evidentemente a superare il completo ricambio del ceto dirigente che Manciano subisce nel passaggio tra le due diverse dominazioni. Filippo Nardelli compare infatti nella relazione Corbinelli del 1615 tra le famiglie più importanti della comunità, dal momento che "semina 20 moggia, ha 14 buoi e 100 vacche". Nel 1776, nella relazione Ricci - Aldi, Leonardo Nardelli risulta ancora tra i cinque maggiori possidenti della comunità e lo stesso nel 1785 ospita a casa sua il vescovo di Sovana Francesco Pio Santi durante la visita a Manciano e Capalbio, da poco entrati a far parte della diocesi.