Casa Battiloro a Manciano
Circa a metà del percorso di via Roma, la strada che univa la Piazza al palazzetto del comune, sono visibili due portali, il primo dei quali, di fattura tardo-rinascimentale, reca il nome di Costante Battiloro e la data 1596. Di fronte a questo, sempre nel piccolo slargo lungo il lato sinistro della via, un secondo portale ha lo stesso stemma gentilizio ed è datato 1650. Nel gradino sotto la soglia di questo stesso portale sono evidenti le tracce di un'altra iscrizione oggi non più leggibile per intero.
L'orientamento delle strutture murarie e la lettura della pianta degli edifici circostanti sembra indicare che anche in questo caso, come in quello di casa Piazzai, la dimora si sia ampliata a danno del suolo pubblico, occupando lo spazio di un vicolo che originariamente portava a Vallepiatta (attuale via Nicotera).
La famiglia Battiloro era una delle più importanti di Manciano, probabilmente quella dei notai della comunità: sappiamo infatti dal Gherardini (1676) che, in un anno imprecisato, un "Cosimo Battilori" è stato il rogatore del testamento con cui veniva istituito un beneficio in onore della Madonna Incarcerata all'interno della Chiesetta dell'Annunziata.
La famiglia è probabilmente di origine fiorentina; in un documento conservato al Cabinet des Manuscripts della Biblioteca Nazionale di Parigi i "Del Battiloro" risultano infatti iscritti all’arte minore degli oliandoli, risiedere nel quartiere di S. Maria Novella e ricoprire tra il 1434 e il 1518 la carica di Priore.
La prima attestazione di una presenza a Manciano della famiglia è nella visita Corbinelli del 1615, dove lo stesso Costante Battelori è citato tra i maggiori possidenti della comunità, dal momento che "semina in la corte moggia 12 grano. Ha buoi 14". Il prestigio che la famiglia doveva possedere presso la corte medicea fa sì che nel 1626 un Antonio Battilori sia vicario del governo granducale a Roccalbegna.
Nel 1675 la famiglia era titolare di un beneficio nella parrocchiale di S. Leonardo, quello con maggiore rendita, sotto il titolo di S. Carlo. Tra le attestazioni più tarde un altro documento, del 1692, in cui Paolo di Ottavio Battilori risulta ancora possedere dei terreni nella corte di Manciano in Contrada del Monte.